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Trieste – Mongolia

Visti Mongolia

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Per ottenere i visti per la Mongolia ci si può rivolgere al consolato con sede a Torino http://www.consolatomongolia.it , oppure al Console Onorario Prof. A. Colleoni di Trieste, Via Giulia, 10. Il necessario per l’ottenimento del visto:

– Passaporto con validità di 6 mesi e con 2 facciate libere contigue.

– Modulo di richiesta visto, compilato in ogni sua parte, in originale.

– 3 fototessera.

– Carta di circolazione internazionale per i veicoli (in pratica la traduzione dei libretti di circolazione italiani).

– Costo: Euro 75,00 per persona.

Visti Russia

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L’ ottenimento dei visti per la Russia sono i più complicati e costosi. Nel nostro caso non potremmo avvalerci di un semplice visto turistico perchè, solo all’andata, dovremo fare due ingressi. Quindi si deve richiedere un visto affari. Per il suo ottenimento è necessario:

– 1 Fototessera.

– Compilare il modulo richiesta visto.

– Compilare il questionario di invito. (Entrambi i moduli vanno richiesti al consolato o all’agenzia,  cambiano spesso e il modulo richiesta visto affari non è disponibile on-line)

– E’ necessario un invito, ovvero una azienda deve richiedere la vs. presenza sul suolo Russo, costo variabile, circa 150,00 Euro/cad.

– Diritto consolare, 35,00 Euro/cad.

– Diritti d’agenzia, variabile, circa 30,00/50,00  Euro/cad.

– Polizza assicurativa personale, riconosciuta su territorio russo, con decorrenza dal giorno in cui si parte dalla propria città. Per 30 gg, meno di 100,00 Euro/cad., per 60 gg, mano di 200,00 Euro cad.

Ragionevolmente si può considerare un budget di circa 1.500,00 Euro per quattro persone.

I tempi di espletamento sono di 2/3 settimane.

Visti Uzbekistan

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La richiesta di visto per l’entrata in Uzbekistan è più semplice e veloce di quella kazaka. Sono necessari:

– 2 Fototessera.

– Versamento di Euro 60,00 a persona, se la permanenza sarà inferiore a giorni 7, di 80 Euro cad. se la permanenza sarà di massimo 30 giorni. Detto importo andrà spedito in contanti alla sede del Consolato uzbeko.

– Compilare il modulo che si può scaricare dal seguente indirizzo: http://www.uzbekistanitalia.org/index.htm – Sezione Ambasciata – Ufficio Consolare.

Si consiglia di telefonare prima e prendere accordi. I tempi di ottenimento sono formalmente di 3 giorni. Metterne in conto almeno 7.

Ambasciata della Repubblica dell’Uzbekistan in Italia
Via Tolmino, 12 – 00198 – Roma – 06,8542456

Uzbekistan

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flag_of_uzbekistan L’Uzbekistan misura 1.500 x 300 Km, fondamentalmente diviso in due zone geografiche e climatiche. L’Ovest, stepposo, arido e desertico, presenta un clima continentale, con temperature che in inverno possono raggiungere i -30° e superare i 45° del periodo estivo. L’Est, con le catene dell’Alatau e dell’Alaj è un territorio ricco di acqua e corsi navigabili. Molta di questa risorsa viene usata per la massiccia irrigazione artificiale e la fertilizzazione delle regioni aride e semiaride, necessarie per mantenere la produzione del cotone grezzo, del quale l’Uzbekistan è il secondo produttore al mondo. Proprio il controllo della risorsa idrica, oltre a rivendicazioni storiche, sono motivo di attrito con il Tagikistan. La lingua parlata è principalmente l’ uzbeco e il russo e la popolazione è di circa 25 milioni di abitanti, di maggioranza uzbeka, principalmente di religione musulmana (sunnita), con una minoranza protestante. Non mancano spinte verso l’integralismo.

Più di metà della popolazione vive con poco più di un dollaro al giorno, nelle zone rurali l’economia si basa ancora sul baratto e nelle città il reddito medio mensile è di 50 dollari. L’economia è prevalentemente basata sulla coltivazione del cotone, frutta, riso e produzione di bachi da seta. Le risorse naturali sono l’oro, il gas, il petrolio, l’uranio e altri metalli rari.

La valuta nazionale è il Som. In data 28/06/09 per acquistare un Euro erano necessari 2067,67 Som.

Kazakhstan

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250px-flag_of_kazakhstansvgPrincipalmente pianeggiante, stepposo e con circa un terzo della sua superficie (pari a quella dell’Europa occidentale), predesertico o desertico. Vi sono catene montuose a Sud e ad Est. Clima tipicamente continentale, con precipitazioni inferiori a 100 mm/anno per le zone desertiche fino ai 1.500 mm/anno sui monti Altaj. Quello che temiamo di più sono i frequenti temporali estivi che si abbattono improvvisi sulle zone steppose, trasformandole in acquitrini. Non saremo a bordo di grossi fuoristrada dotati di verricelli e potenti motori, saremo pur sempre a bordo di due Panda e, neanche 4×4. Speriamo di incontrarne almeno qualcuno, di questi temporali. La popolazione di circa 15 milioni di abitanti è prevalentemente kazaka e russa a maggioranza musulmana, anche se vi è una buona parte cattolica (40%) e una minoranza buddista. La densità di abitazione è molto bassa: 6 abitanti/chilometro quadrato.

Economicamente potrebbe essere il Paese con la ricchezza pro capite più elevata del mondo, contiene il 60% delle ricchezze minerarie di tutto l’ex impero sovietico., sterminate coltivazioni di grano, gas naturale e petrolio. Dopo il dissennato sistema economico sovietico si sta riorganizzando, attuando privatizzazioni e profonde ristrutturazioni.

La valuta è il Tenge. In data 26/06/09, un  Euro corrispondeva a 209,79 Tenge.

Lettera del Console Generale Onorario per la Mongolia, Professore A. Colleoni

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L’iniziativa Trieste-Mongolia ha per la città un significato particolare in quanto le relazioni tra le due Nazioni sono iniziate a Trieste nel 1976 quale unica porta tra la Mongolia, l’Italia e la stessa Unione Europea. Trieste è stata sede nazionale dagli anni ’80 della Associazione Nazionale per i rapporti culturali con la Mongolia e dal 1991 la prima sede in Europa di un Consolato Onorario con competenza su tutto il territorio italiano, mancando a Roma una Ambasciata di Mongolia. Nel 2008 il Ministero degli Esteri di Ulaanbaatar ha proposto al governo italiano il primo Console Generale Onorario della Repubblica di Mongolia nella persona del già Console e Professore Aldo Colleoni sottolineando così il ruolo strategico della città per le relazioni tra i due Paesi. Ben volentieri pertanto auspichiamo che l’intera città di Trieste sostenga questa importante iniziativa di Pace e amicizia.

Aldo Colleoni Console Generale Onorario proposto dal Governo di Mongolia a quello Italiano

Trieste, 1 giugno 2009

Rinforzi e protezioni sui nostri mezzi

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La panda, è estremamente robusta e capace di resistere ad un uso improprio in città, ma non ci dà grande fiducia in previsione di tanti km su strade disastrate e sterrati. Riteniamo opportuno rinforzare, dove si può, la scocca delle nostre vetture con fazzoletti d’acciaio.

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All’anteriore, per evitare danni causati da piccoli urti con il terreno, abbiamo realizzato un paraurti supplementare in tubo quadro d’acciao adeguatamente dimensionato. E’ leggero, robusto quanto serve e soprattutto non sporge dalla sagoma.

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Il paramotore che abbiamo costruito è robusto e lascia passare l’aria. Abbiamo optato per questa soluzione in previsione di temperature elevate e salite di montagna. Una piastra in alluminio sarebbe stata più protettiva, ma avrebbe dato problemi di rafreddamento al motore. Inoltre abbiamo scelto i punti di fissaggio in maniera da rendere solidale il muso della panda al resto della scocca.

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Una rete metallica evita che piccoli sassi vadano a danneggiare il radiatore.

 

Il serbatoio della benzina è di plastica ed andrebbe protetto con una piastra in alluminio o qualcosa del genere. Però la panda è un’auto leggera e con pochi cavalli. Per non appesantirla troppo con protezioni metalliche, abbiamo deciso di incollare il fondo di un altro serbatoio identico sotto al nostro. Soluzione semplice e funzionale!

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Allestimento vetture

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E’ arrivato il momento di pensare all’allestimento della panda. Alleggerire sarà la parola d’ordine… Ma, secondo voi, cosa c’è da togliere in una panda? Nulla! La moquette del pavimento ed il rivestimento del cielo sono gli unici due elementi superflui, tutto il resto è già ridotto allo stretto indispensabile. Anche i sedili posteriori si potrebbero smontare, ma questa panda già non li ha perché è una versione autocarro.

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Un semplicissimo rollbar, fatto di tubi in acciaio piegati, oltre a prevenire le spiacevoli conseguenze di capottamenti, ci aiuterà a sorreggere il robusto porta pacchi che abbiamo realizzato.

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Dormiremo nelle nostre panda. Questo ci evita di dovèr montare ogni sera le tende, magari nel fango sotto il diluvio. Abbiamo realizziamo un pianale in legno su cui poi mettere un materasso per sdraiarci comodi come fossimo a casa. Così otteniamo anche dei gavoni nel baule per tenere ordinati attrezzi, parti di ricambio, cibo e bagagli personali.

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Bukhara

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madrasaSe Samarcanda è un mito, Bukhara segue a ruota, non solo per i famosi tappeti che in realtà, pur portando questo nome, provengono dal Turkmenistan e vengono così chiamati perché qui venivano e vengono ancora commercializzati. La storia di questa città è simile a quella di Samarcanda e ha subito le stesse ondate storiche ed etniche. Essendo sempre stata seconda a Samarcanda, almeno fino al secolo XVI, quando divenne capitale, non ha avuto tutte quelle attenzioni belliche e politiche che si focalizzarono naturalmente su Samarcanda. Questo forse permise una maggior conservazione del centro storico. Se a Samarcanda troveremo gli splendidi mosaici, a Bukhara vi sono più di 140 edifici antichissimi, i minareti, i bazar, le madrase e la fortezza reale.

Ovviamente anch’essa, è stata dichiarata dall’UNESCO, patrimonio dell’umanità.

Altro importante centro da vedere sarebbe Khiva, ma non credo, per questione di tempo, ce la faremo.

A Bukhara però difficilmente potremo rinunciare.

La foto è di Monica Genovese

Samarcanda

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Uno dei luoghi che aspettiamo di visitare con più impazienza è Samarcanda. Presente nell’immaginario collettivo grazie a canzoni, romanzi, film e racconti di viaggiatori, è divenuta il mito leggendario che tutti conoscono.Non potrebbe essere diversamente, essendo uno degli insediamenti urbani più antichi del mondo. Attualmente è una importante città uzbeka, con una popolazione superiore ai 400.000 abitanti. Composta da etnie tagike, uzbeke, russe e persiane, la lingua più diffusa è quella tagica.

Via della Seta

Antichissima, come dicevamo, fondata forse già nel 700 a.c, crocevia di traffici da sempre, snodo obbligato sulla mitica Via della Seta, la via commerciale che unì i commerci tra Oriente e Occidente. Anche Alessandro Magno passò da qui e la conquistò nel 329 a.c. L’ultima dinastia persiana autoctona fu quella dei Sasanidi, sotto il cui impero, la città visse uno dei suoi massimi momenti di gloria. L’espansione araba iniziata nel VII secolo portò all’islamizzazione delle popolazioni Nord africane, spingendosi sino ai Pirenei della penisola iberica e, verso oriente, conquistarono i territori persiani, incluse Kabul e Samarcanda. Fu praticamente rasa al suolo nel 1.220 dai mongoli. Sopravvisse solo una minima parte della popolazione che dovette affrontare, pochi anni dopo, un successivo saccheggio, sempre ad opera dei mongoli.

mausoleo_tamerlano

Nel 1370, Tamerlano il zoppo, di etnia mongola-turca, fece risorgere la città che visse nuovi splendori fino a quando, nel secolo XVI, la capitale venne trasferita a Bukhara. Nel 1868 divenne parte dell’Impero russo.

Una città con una storia millenaria come questa, che vide dominazioni secolari di molteplici etnie, non può non fornire pretesti a rivendicazioni di proprietà territoriale. Oggi, sono i tagiki nazionalisti, forti della maggioranza etnico-linguistica a rivendicare queste zone.

Dal 2001 è inserita come patrimonio dell’umanità nella lista dell’UNESCO.

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